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Paesaggi Criminali Milanesi E Lombardi – 12 luglio 2009

Osservatorio periodico sui fenomeni criminali di natura organizzata a Milano e in Lombardia

(spoglio sistematico delle fonti informative dal 5 giugno al 12 luglio a cura di Alberto Busi)

Mafia / EXPO 2015 – Da quando si parla di EXPO tutti, o quasi tutti, hanno contemporaneamente avuto il dubbio che 15 miliardi di euro (se non di più) di investimenti pubblici per il remake di Milano e i suoi dintorni non potessero non attrarre gli appettiti delle organizzazioni criminali nostrane(sul tema vedi anche il nostro “La mafia punta alle passerelle di Milano” ).

Ma si sa una cosa sono i dubbi dei cittadini, le cosiddette chiacchere da bar sport, i rumours da corridoio, un’altra sono le dichiarazioni ufficiali delle più alte cariche dello Stato. In occasione del 195esimo anniversario della fondazione dell’Arma dei Carabinieri, il generale Marco Scursatone, comandante della Regione carabinieri Lombardia, oltre a confermare la presenza in regione di diverse organizzazioni criminali di natura organizzata (elemento che il Comune di Milano, che ha recentemente bocciato l’istituzione di una commissione comunale antimafia, sembra ignorare), sostiene che l’EXPO 2015 ne costituisce, e costituirà, uno dei principali motivi di attrazione e ingordigia. Anche il comandante provinciale della Guardia di Finanza di Milano, generale Attilio Iodice, intervistato alla vigilia del 235° anniversario delle Fiamme Gialle, conferma questi dati. Secondo il generale in questa fase, in concomitanza con l’avvio dell’operazione EXPO, la lotta al riciclaggio, classica attività delle organizzazioni criminali di natura mafiosa, è in forte crescita e registra un aumento dei sequestri di beni mobili e immobili acquistati con denaro di provenienza illecita.

Naturalmente la risposta della politica non poteva tardare. Passato qualche giorno infatti il nuovo “podestà” di Milano (prima ancora di essere eletto) propone, ottenendo l’avallo del guardasigilli Angelino Alfano, di istituire una stazione unica appaltante che dovrebbe fungere da indispensabile filtro al fine di prevenire gli appettiti mafiosi su EXPO. Il modello da seguire, per il neo-eletto presidente della Provincia, è quello della Giunta Moratti. La stessa giunta che considera la commissione antimafia un inutile moltiplicatore di centri decisionali e di burocrazia!. Sarà davvero un buon esempio?

Nel frattempo, le organizzazioni criminali, non sembrano perdere tempo nel cercare di divorarsi il più in fretta possibile il fiume di soldi prodotti dall’effetto EXPO. Infatti recenti indagini hanno messo in luce che svariati esponenti della ‘ndrangheta insediati nell’area di Varese, tra cui spicca Giovanni Cinque boss della cosca Arena di Isola Capo Rizzuto, avevano già avviato ottime relazioni diplomatiche e organizzato incontri con alcuni esponenti locali del centrodestra allo scopo di ottenere buona parte degli appalti dell’EXPO. Dettaglio non secondario, secondo le annotazioni degli investigatori, ad alcuni di questi incontri sembrerebbe aver presenziato Vincenzo Giudice (che peraltro nega di aver avuto relazioni con le cosche), presidente della Zincar, società controllata dal Comune di Milano che si occupa di mobilità sostenibile.

L’inchiesta, arrivata qualche settimana fa a Milano, sembrerebbe in procinto di essere archiviata: il motivo più probabile parrebbe una fuga di notizie. 

STORIE DI ORDINARIA ‘NDRANGHETA –  Il 22 giugno, a seguito di un’operazione antimafia, le forze dell’ordine hanno arrestato a Bollate per associazione a delinquere di stampo mafioso, Vincenzo Falzetta, detto “O Banana”, uno dei capi della cosca dei Coco Trovato. Il potente clan della ‘ndrangheta è ormai da anni radicato nel nord di Milano, Lecco, Como e Varese ed è tradizionalmente dedito al traffico di stupefacenti, al riciclaggio di denaro e alla gestione di imprese edili e locali notturni. Nel corso della stessa operazione sono finiti in manette il figlio e il nipote del superboss Franco Trovato e altri 17 affiliati della cosca. “O banana” era inspiegabilmente libero nonostante una condanna di 12 anni e 6 mesi per riciclaggio, estorsione, usura e traffico di droga inflitta dai giudici a seguito dell’operazione antimafia denominata “Oversize”.Secondo gli investigatori Falzetta era in procinto, come dimostrano i suoi continui recenti andirivieni tra la Calabria e Milano, di organizzare ulteriori affari illeciti in combutta con altri clan alleati (i De Stefano e i Tegano di Reggio Calabria e gli ormai noti Arena di Isola Capo Rizzuto).

Ma le conferme di quanto sia radicata la ‘ndrangheta a Milano e in Lombardia non finiscono qui.

Da un’omissione di soccorso consumata a seguito di un incidente stradale nello scorso mese di maggio la polizia municipale di Milano è riuscita a risalire a due boss dell’organizzazione calabrese che gestivano un importante business illecito basato sulla contraffazione di documenti e soldi.

Uno dei due era ricercato da tre anni per omicidio.

IL CONTROLLO DELLA DROGA IN BRIANZA – Il 28 giugno scorso, Lentate sul Severo, piccola città della Brianza industriosa, suo malgrado, diventa il teatro di quello che sembra solo l’inizio di un’efferata guerra per il controllo del mercato della droga. Intorno alle 10 di sera nella centralissima Via Garibaldi, davanti al noto pub “Blue Moon” tre killer albanesi, scatenando un vero e proprio inferno (15 i colpi sparati!), giustiziano un connazionale di 29 anni. Non contenti proseguono per Meda dove sparano a un altro connazionale che rimane gravemente ferito. Nei giorni successivi gli inquirenti arrestano due giovani albanesi sospettati di essere i responsabili dell’omicidio.

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