Archive for the '3. Altre città, altri mondi' Category

27
Set
09

L’Aquila: cemento e deportati dietro alle “new town”

Proponiamo ai lettori di Milano Internazionale due belli articoli di Vittorio Emiliani pubblicati da L’Unità su cosa c’è dietro il progetto delle “new town” per L’Aquila: enormi sprechi, deportazioni di fatto, cementificazione e speculazione immobiliare. Sugli stessi temi vi consigliamo vivamente di leggere l’ottimo e dettagliato dossier “L’Aquila. Non si uccide così anche una città” a cura del Comitatus Aquilanus (pubblicato online da Eddyburg), un bell’esempio di studio urbanistico e di denuncia delle politiche berlusconiane per la città colpita dal terremoto.

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29
Giu
09

Le città, la guerra, l’Iraq

Le città, la guerra, l’Iraq

Tra le città e la guerra c’è un nesso secolare che oggi passa attraverso il neoliberismo e l’accumulazione per espropriazione, come risulta evidente analizzando tra gli altri il caso dell’Iraq. Alcune riflessioni sul tema seguendo il filo di quattro saggi pubblicati dalla rivista di urbanistica City (a cura di Andrea Ferrario). L’articolo può essere scaricato anche in formato pdf stampabile.

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26
Mag
09

È uscito il decimo Rapporto su Torino

Segnaliamo ai lettori di Milano Internazionale che il Comitato Rota ha pubblicato il decimo Rapporto su Torino, di cui riportiamo qui di seguito una recensione. Il rapporto, completo di un ampio database di tabelle, può essere consultato direttamente dal sito del Comitato (http://www.comitatorota.it)

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10
Feb
09

Sofia, la città fluida

Sofia, la città fluida

di Ivaylo Ditchev, da Eurozine (http://www.eurozine.com), maggio 2007

Gli abitanti di Sofia hanno storicamente sempre goduto di un alto status in Bulgaria. Tuttavia nello spazio della città stanno prendendo forma le nuove diseguaglianze sociali introdotte dalla transizione a un’economia di mercato libero. La proprietà di una casa, una tradizionale caratteristica della vita urbana a Sofia, è diventata un filo di paglia al quale gli abitanti impoveriti cercano di aggrapparsi. In uno spazio cittadino privatizzato ciò significa che i livelli di ricchezza sono fin troppo facilmente leggibili nel tessuto urbano. Ma se le appropriazioni di spazio a livello di quartiere si limitano a essere irritanti, le appropriazioni di entità più grande provocano vera e propria rabbia. Ed è proprio questa resistenza la qualità che può rappresentare la salvezza di Sofia.

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